Negli ultimi anni, nello studio delle deformazioni della crosta terreste, grazie all’avvento delle tecniche satellitari ed in particolare all’utilizzo del GPS, la modellazione geofisica ha fruito di un approccio integrato basato sulla sismologia e sulla geodesia. In passato, l’uso esclusivo dei dati sismologici presentava un ovvio problema di scala nei tempi caratterizzanti i processi geodinamici che generano le deformazioni crostali. Perciò, l’introduzione del GPS ha permesso di ridurre fortemente questa lacuna e ha dato la possibilità di studiare i processi deformativi su scale di tempi non risolte dalla sismologia. Quanto detto vale particolarmente per l’area oggetto del
Pubblicato: 01-01-2009