Stima automatica della magnitudo minima rilevabile dalla rete sismica ReSIICO

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Simone Marzorati
Marco Cattaneo

Riassunto

La capacità di una rete sismica di rilevare segnali di terremoti dipende dalla geometria della rete, dalla strumentazione utilizzata e dal disturbo presente ad ogni stazione. Questa capacità non è costante poichè il numero delle stazioni sismiche funzionanti e le caratteristiche di radiazione delle sorgenti di rumore variano nel tempo e la geometria e la strumentazione della rete non sono omogenei nello spazio. È stata implementata una procedura automatica per produrre quotidianamente delle mappe della magnitudo minima rilevabile dalla rete (detection), utilizzando il software PQLX per calcolare i livelli di disturbo e una relazione
empirica per stimare l’ampiezza del segnale di un evento sismico alle stazioni. Dopo la descrizione della procedura automatica e delle differenti mappe che vengono prodotte, sono mostrati alcuni esempi per paragonare i risultati alla sismicità effettivamente registrata. L’area dell’Alta Valtiberina è stata
scelta per la densità di stazioni e per l’alto tasso di sismicità. Il monitoraggio costante della detection della rete si è rilevata utile sia per controllare continuamente la capacità della rete ma anche per spiegare alcune disomogeneità del catalogo di terremoti che risulta dall’interpretazione dei segnali registrati dalla rete. Infatti, variazioni di sismicità tra il giorno e la notte o durante la presenza di disturbi vengono spiegate attraverso le mappe di detection.

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Come citare

Marzorati, S., & Cattaneo, M. (2016). Stima automatica della magnitudo minima rilevabile dalla rete sismica ReSIICO. Quaderni Di Geofisica, 136. https://doi.org/10.13127/qdg/136