Monitoraggio elettromagnetico Progetto MEM

Contenuto principale dell'articolo

Paolo Palangio
Antonio Meloni
Cesidio Bianchi

Riassunto

In tutto il mondo proseguono misurazioni e studi per approfondire le conoscenze sui campi elettromagnetici. Le motivazioni principali di questi studi si ricollegano alla necessità di una migliore comprensione dei fenomeni elettromagnetici naturali, che permeano la vita sul pianeta dall’inizio dei tempi, così come al discernimento delle possibili alterazioni che I campi artificiali possono aver comportato sull’equilibrio naturale. Il progetto MEM “Monitoraggio Elettromagnetico Ambientale nelle bande ULF, ELF , VLF, LF, nasce dal Programma Interreg III A Transfrontaliero Adriatico “Tutela e valorizzazione ambientale culturale ed infrastrutturale del territorio transfrontaliero, Asse 1”. Nel Progetto sono stati coinvolti oltre alla Regione Abruzzo, nella veste di proponente e capofila, la Regione Molise e ARPA Molise, l’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università di Ferrara Dipartimento Scienze della Terra, l’Università di Tirana (Albania) e l’Istituto Geofisico di Belgrado (Serbia). Nell’ambito del Progetto, iniziato nel 2005 e terminato nel 2007, l’Osservatorio Geofisico di L’Aquila dell’INGV, responsabile scientifico del Progetto, ha sviluppato l’approccio teorico di una nuova classe di sensori di campo magnetico realizzandone I prototipi ingegnerizzati, e con essi, ha quindi progettato e realizzato una avanzata rete interferometrica nella banda 0.001 Hz –100 kHz che consente la rilevazione della distribuzione spaziale e temporale dei campi elettromagnetici, in tutta la banda di interesse, attraverso parametri indicativi che includono la localizzazione e la caratterizzazione delle sorgenti naturali e artificiali che concorrono alla formazione del rumore di fondo. La presente pubblicazione, che...

Dettagli dell'articolo

Come citare

Palangio, P., Meloni, A., & Bianchi, C. (2008). Monitoraggio elettromagnetico Progetto MEM. Quaderni Di Geofisica, 53. https://collane-editoriali.ingv.it/index.php/qdg/article/view/844