Progettazione e realizzazione di un box di protezione per gli autocampionatori degli strumenti ICP (Inductively Coupled Plasma) del Laboratorio Elementi in tracce dell’INGV sezione di Palermo

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Giuseppe Riccobono
Paolo Cosenza
Lorenzo Brusca
Sergio Bellomo

Riassunto

La misura analitica degli elementi in tracce richiede un’attenzione particolare nel trattamento di campioni e standard di calibrazione, onde evitare qualsiasi tipo di contaminazione dovuta a fattori esterni che potrebbero introdurre un errore nella quantificazione finale della concentrazione dei diversi analiti compromettendo la qualità del dato [Batini and Scannapieco, 2008]. Una delle fonti principali di contaminazione è l’ambiente stesso del laboratorio d’analisi: i più comuni agenti contaminanti visibili e invisibili presenti nell’aria sono ad esempio gli ioni metallici, la polvere, il fumo di tabacco, i capelli, i cosmetici, le spore vegetali, i pollini e tanti altri. I requisiti di un ambiente non contaminato sono tanto diversi quanto varie possono essere le applicazioni in cui è necessario operare. Ad esempio, i produttori di semiconduttori richiedono un alto grado di purezza dell’ambiente per l’applicazione di migliaia di circuiti su un microchip. Le case farmaceutiche devono controllare la contaminazione aerea per proteggere gli acquirenti dei loro prodotti. A tale scopo alcuni laboratori utilizzano le camere bianche (cleanroom) [Normative ISO 14644] per garantire un’alta qualità dell’aria: si tratta di un ambiente ad atmosfera controllata dove la pressione interna è in generale più elevata di quella esterna e l’aria in ingresso passa...

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Come citare

Riccobono, G., Cosenza, P., Brusca, L., & Bellomo, S. (2012). Progettazione e realizzazione di un box di protezione per gli autocampionatori degli strumenti ICP (Inductively Coupled Plasma) del Laboratorio Elementi in tracce dell’INGV sezione di Palermo. Rapporti Tecnici INGV, 229. https://doi.org/10.13127/rpt/229