Controllo di unità TRIAC di potenza
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Riassunto
Lo scopo del laboratorio HP - HT (High Pression - High Temperature) è quello di ottenere informazioni sul comportamento meccanico e sulle caratteristiche chimico- fisiche delle rocce e dei magmi in condizioni di pressione e temperatura tipiche della crosta e del mantello (fino a circa 700 km di profondità). Entrando più nel dettaglio, i campi di applicazione di tale disciplina sperimentale sono molteplici; tra i più importanti vanno segnalati le misure di densità e viscosità in fusi magmatici, lo studio delle relazioni di fase all’interno di una serie magmatica, lo studio delle proprietà elettriche ed elastiche nei fusi e nelle rocce.
Il laboratorio è fornito di una pressa a mezzo solido (con moduli multianvil e piston cylinder) che offre la possibilità di utilizzo in un ampio spettro di pressioni e temperature (pressioni fino a 25 GPa e temperature fino a 3000 K), consentendo inoltre l’applicazione di diversi sensori per lo studio di proprietà e processi chimico-fisici che avvengono nei campioni durante gli esperimenti.
Con il modulo multi anvil tipo Walker si riescono ad effettuare esperimenti fino a pressioni di 25 GPa e temperature fino a 3000 K; mentre con il modulo piston cylinder si effettuano esperimenti fino a 4 GPa e 2000 K.
Le presse a mezzo solido si basano sul principio molto semplice secondo il quale la pressione viene generata dall’opposizione di due pistoni tra cui viene posto il campione. Contrariamente alle apparecchiature sperimentali in cui il mezzo di pressione è un gas (autoclavi a riscaldamento esterno o interno), in questo caso la pressione non è idrostatica, ma unidirezionale. Per ovviare a questo problema, il campione viene posizionato utilizzando particolari configurazioni geometriche (ottaedriche o cubiche) e/o circondato da materiali (cloruro di sodio, talco ecc.) le cui caratteristiche siano tali da trasmettere al campione la pressione nel modo più uniforme possibile. Esisterà comunque una componente di stress differenziale di cui bisognerà tenere conto nell’interpretazione del risultato sperimentale, tale componente si riduce comunque...
Il laboratorio è fornito di una pressa a mezzo solido (con moduli multianvil e piston cylinder) che offre la possibilità di utilizzo in un ampio spettro di pressioni e temperature (pressioni fino a 25 GPa e temperature fino a 3000 K), consentendo inoltre l’applicazione di diversi sensori per lo studio di proprietà e processi chimico-fisici che avvengono nei campioni durante gli esperimenti.
Con il modulo multi anvil tipo Walker si riescono ad effettuare esperimenti fino a pressioni di 25 GPa e temperature fino a 3000 K; mentre con il modulo piston cylinder si effettuano esperimenti fino a 4 GPa e 2000 K.
Le presse a mezzo solido si basano sul principio molto semplice secondo il quale la pressione viene generata dall’opposizione di due pistoni tra cui viene posto il campione. Contrariamente alle apparecchiature sperimentali in cui il mezzo di pressione è un gas (autoclavi a riscaldamento esterno o interno), in questo caso la pressione non è idrostatica, ma unidirezionale. Per ovviare a questo problema, il campione viene posizionato utilizzando particolari configurazioni geometriche (ottaedriche o cubiche) e/o circondato da materiali (cloruro di sodio, talco ecc.) le cui caratteristiche siano tali da trasmettere al campione la pressione nel modo più uniforme possibile. Esisterà comunque una componente di stress differenziale di cui bisognerà tenere conto nell’interpretazione del risultato sperimentale, tale componente si riduce comunque...
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Pubblicazione
Come citare
Iarocci, A., & Benedetti, P. (2003). Controllo di unità TRIAC di potenza. Rapporti Tecnici INGV, 19, 16 pp. https://collane-editoriali.ingv.it/index.php/rt/article/view/1645