Negli ultimi 50 anni si è sempre più consolidato, negli studi di tipo idrogeologico e non solo, l’uso degli isotopi stabili dell’acqua (ossigeno e idrogeno) come traccianti naturali per ottenere informazioni difficilmente conseguibili con altre metodologie di indagine. A differenza di molti traccianti chimici, quelli isotopici possono essere considerati, in alcuni casi, più efficaci per la determinazione delle caratteristiche idrogeologiche dell’acquifero. Infatti le interazioni a seguito di processi organici ed inorganici che l’acqua subisce durante i movimenti sotterranei e/o superficiali hanno spesso un effetto trascurabile sulla composizione isotopica dell’acqua stessa. Questa tematica interessa in maniera particolare le acque oceaniche, ma si riflette anche sulle acque che...
Pubblicato: 01-01-2015