L'Osservatorio Geofisico di Lipari ed i 40 anni della Rete Sismica Permanente del Tirreno meridionale

Contenuto principale dell'articolo

Sergio Di Prima
Marco Manni
Mario Marturano
Domenico Patanè
Alfio Pellegrino

Riassunto

In Italia, le prime realtà scientifiche in campo vulcanologico e sismologico, fecero il loro esordio nel corso dell’ottocento. Già nel 1804, su iniziativa di Mario Gemmellaro, veniva costruito sull’Etna un rifugio a circa 3000m s.l.m., che rappresentò il primo osservatorio scientifico ad alta quota al mondo, per lo studio dei fenomeni vulcanici. Orazio Silvestri nel 1887 ne proseguì l’opera, dando vita al Regio Osservatorio Vulcanologico Etneo, di cui ne assunse la direzione. Ma il primo vero e proprio osservatorio vulcanologico d’Europa ad entrare in funzione, fu l’Osservatorio Vesuviano istituito nel 1841. A metà 900, trovarono largo impiego i sismografi meccanici Wiechert (costruiti nelle officine dell’Istituto Nazionale di Geofisica), grazie alla loro efficacia nel tracciare con chiarezza, su carta affumicata gli scuotimenti del suolo. Per quanto riguarda l’ambito siciliano e dello Stretto, terne di questi sismografi ING per le due componenti orizzontali e per quella verticale,...

Dettagli dell'articolo

Come citare

Di Prima, S., Manni, M., Marturano, M., Patanè, D., & Pellegrino, A. (2010). L’Osservatorio Geofisico di Lipari ed i 40 anni della Rete Sismica Permanente del Tirreno meridionale. Quaderni Di Geofisica, 81. https://collane-editoriali.ingv.it/index.php/qdg/article/view/873