La Geofisica ambientale dell’INGV – Tecniche per lo studio ed il monitoraggio del sottosuolo
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Abstract
L'esistenza sul territorio di numerose discariche abusive di rifiuti, lo smaltimento nel terreno di fluidi o sostanze tossiche e fusti metallici contenenti materiali pericolosi, sono l'indicazione evidente di un grave degrado ambientale. Tali attività criminose, svolte senza il minimo accorgimento di protezione del sottosuolo, comportano gravi ripercussioni sul territorio e sulla salute dei cittadini, mettendo a repentaglio, in primo luogo, le risorse idriche sotterranee.
Generalmente i siti prescelti per lo smaltimento sono discariche abusive, cave abbandonate adibite a discariche, o semplici terreni incolti. In questi casi i problemi da affrontare sono numerosi: innanzitutto la localizzazione e mappatura di tali siti, la definizione dei limiti spaziali e della consistenza dei materiali stoccati, la loro caratterizzazione, l'individuazione di possibili fenomeni di inquinamento in atto e il controllo della loro evoluzione nel tempo.
Sono numerosi quindi i problemi relativi all'inquinamento sotterraneo che possono essere affrontati con metodologie geofisiche; è pertanto fondamentale fornire, a chi opera nel quadro delle indagini volte all'identificazione di discariche e interramenti abusivi, degli strumenti semplici, agevoli e soprattutto rapidi, per poter orientare l'accertamento diretto nel sottosuolo e per elaborare piani di intervento e di bonifica.
Le informazioni ricavate dai rilievi geofisici sono di notevole supporto alle indagini delle forze di polizia preposte al controllo del territorio e agli accertamenti di irregolarità nel settore, così come a tutti gli operatori che all'interno della Pubblica Amministrazione si occupano dell'ambiente e dello studio di possibili fonti di inquinamento sotterraneo.