L’Etna tra meraviglia e pericolo: Emily Lowe (1859) e la narrazione del rischio vulcanico dall’Ottocento a oggi

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Chiara Alabiso
Mario Mattia
Paolo Militello

Riassunto

Tra il XVIII e il XIX secolo, l’Etna fu una delle principali destinazioni del Grand Tour, attirando visitatori e studiosi da tutta Europa. Diari e memorie di viaggio costituiscono un corpus narrativo di grande interesse non solo letterario, ma anche scientifico, in cui la percezione del rischio vulcanico viene elaborata e tradotta in linguaggio accessibile. Una delle prime donne a scalare il vulcano, se non addirittura la prima, fu Emily Lowe, autrice di Unprotected Females in Sicily, Calabria, and on the Top of Mount Etna (1859), resoconto che rivela una tensione costante tra pericolo reale e fascino irresistibile. Il presente articolo si propone di analizzare il testo della Lowe come caso emblematico di comunicazione del rischio vulcanico ante litteram, collocandolo nel più ampio quadro della tradizione narrativa sull’Etna e costruendo un dialogo con i modelli contemporanei della vulcanologia e della gestione del rischio. Le continuità tra passato e presente suggeriscono come l’immaginario collettivo sull’Etna si sia costruito nel tempo attraverso il racconto pubblico delle eruzioni, della paura e della meraviglia, e come la stratificazione narrativa costruita nel tempo contribuisca ancora oggi a plasmare la percezione del rischio nelle popolazioni che vivono ai piedi del vulcano.

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Pubblicazione

Come citare

Alabiso, C., Mattia, M., & Militello, P. (2026). L’Etna tra meraviglia e pericolo: Emily Lowe (1859) e la narrazione del rischio vulcanico dall’Ottocento a oggi. Miscellanea INGV, 110, 32 pp. https://doi.org/10.13127/misc/110